• Il regolamento (UE) 2026/2108, adottato il 16 settembre 2026, introduce le «spese di trattamento dell’Unione» nel nuovo Codice doganale dell’Unione.
  • Queste spese ammontano a 2 € per articolo importato da paesi terzi e venduto a distanza, senza soglia di valore e senza rimborso, anche in caso di reso.
  • Sono dovute dall’importatore (venditore o marketplace), e non dal consumatore finale, e si aggiungono al dazio forfettario di 3 € nonché all’IVA.
  • La loro riscossione è prevista al più tardi il 1° novembre 2026, il che impone di quantificare l’impatto, rivedere i prezzi e affidabilizzare i dati dei prodotti fin da ora.

Il nuovo Codice doganale dell’Unione (regolamento (UE) 2026/2108)1 introduce le «spese di trattamento dell’Unione» (Union handling fees). Importo annunciato: 2 € per articolo importato da paesi terzi e venduto a distanza, non rimborsabile, in aggiunta ai dazi doganali e all’IVA. Riscossione prevista al più tardi il 1° novembre 2026.

Cosa prevede il nuovo Codice doganale dell’Unione?

Il 16 settembre 2026, l’Unione europea ha adottato il regolamento (UE) 2026/2108, pubblicato nella Gazzetta ufficiale il 19 settembre. Sostituisce il Codice doganale del 2013 e istituisce l’Autorità doganale dell’UE, con sede a Lilla. La sua applicazione generale è fissata al 21 settembre 2027, ma alcune misure sono applicabili prima, tra cui il fondamento giuridico delle nuove spese di trattamento.

Cosa sono le spese di trattamento dell’Unione (Union handling fees)?

Si tratta di una tassa fissa, prelevata dalla dogana per ogni articolo di merce non europea di cui è richiesta l’immissione in libera pratica nell’ambito di una vendita a distanza. Finanzia i costi di verifica dei dati, di analisi del rischio e di controllo legati all’afflusso di piccoli pacchi.

Qual è l’importo delle spese di trattamento dell’Unione e chi deve pagarle?

  • Importo: 2 € per articolo, secondo l’atto delegato della Commissione europea del 21 settembre 2026.
  • Debitore: il debitore del debito doganale, ovvero in pratica l’importatore della vendita a distanza (venditore o marketplace), e non il consumatore finale.
  • Non rimborsabile: anche in caso di reso della merce.
  • Cumulativo: queste spese si aggiungono al dazio doganale forfettario di 3 € in vigore dal 1° luglio 2026, e all’IVA.

Quali importazioni di vendite a distanza sono soggette alle spese di trattamento?

Le dichiarazioni di immissione in libera pratica presentate nell’ambito:

  • dell’IOSS (sportello unico per le importazioni);
  • del regime semplificato;
  • del regime di diritto comune.

I rappresentanti doganali registrati (RDE) che presentano queste dichiarazioni in DELTA-H7 o DELTA-IE sono in prima linea. La dichiarazione può essere presentata dalla persona autorizzata a utilizzare l’IOSS o il regime semplificato, dal suo rappresentante indiretto, o dal rappresentante indiretto dell’importatore negli altri casi.

Come possono prepararsi gli e-commerce alle spese di 2 € per articolo entro il 1° novembre 2026?

  1. Quantificare l’impatto: 2 € × numero di articoli per pacco, sui tuoi volumi annuali.
  2. Rivedere i tuoi prezzi e contratti: decidere se ribaltare o assorbire queste spese, e prevederlo con i tuoi trasportatori e rappresentanti doganali.
  3. Verificare i tuoi flussi dichiarativi: IOSS, regime semplificato o di diritto comune, DELTA-H7 o DELTA-IE.
  4. Affidabilizzare i tuoi dati prodotto: identificativi dei prodotti attesi nelle dichiarazioni di vendite a distanza a partire dal 1° novembre.

FAQ: spese di trattamento dell’Unione e vendite a distanza

A partire da quando si applicano queste spese?

La riscossione è prevista al più tardi il 1° novembre 2026, dieci giorni dopo l’entrata in vigore dell’atto delegato che fissa l’importo.

I pacchi di oltre 150 € sono interessati?

La soglia di 150 € vale solo per il dazio forfettario di 3 €. Le spese di trattamento riguardano le vendite a distanza di merci immesse in libera pratica, senza soglia di valore.

Il consumatore paga direttamente?

No, il debitore è l’importatore. Può tuttavia ribaltare questo costo nei suoi prezzi.

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Noémie Almot
Community Manager e Redattrice

Noémie è una redattrice specializzata presso ASD Group. Crea e gestisce articoli di blog e notizie sui nostri siti web, con un focus su IVA, tasse internazionali, operazioni doganali, normativa sociale e commercio internazionale. Con il suo stile chiaro e didattico, rende argomenti complessi e tecnici facilmente comprensibili e rilevanti per le imprese.

Fonti:

  1. Regolamento (UE) 2026/2108 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2026 che istituisce il codice doganale dell’Unione e l’Autorità doganale dell’Unione europea: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=CELEX:32026R2108 ↩︎